Wolfman, recensione in anteprima
venerdì 12 febbraio 2010, ore 12:13

Lawrence Talbot (Benicio Del Toro) celebre attore da molti anni residente negli Stati Uniti è costretto a far ritorno in Inghlterra appena saputo della morte dell’amato fratello. Tornato nella vetusta dimora di famiglia reincontrerà il padre Sir John Talbot (Anthony Hopkins) con il quale si era scontrato subito dopo la morte della madre, della quale Lawrence ha sempre considerato il padre responsabile.
Talbot incontrerà anche la vedova del fratello, l’incantevole Gwen (Emily Blunt) che gli chiederà di scoprire cosa sia realmente accaduto al marito, il cui corpo è stato rinvenuto straziato, forse preda di qualche animale selvaggio.
Un esame accurato del corpo mostrerà si i segni di un attacco animale, ma anche di alcune caratteristiche umane nelle ferite inferte, il mistero si infittisce. Ben presto Lawrence scoprirà chi o cosa ha aggredito e ucciso il fratello, un feroce licantropo che lo assalirà trasmettendogli una maledizione che alla prima luna piena si rivelerà foriera di eventi tragici, stragi efferate e incredibili rivelazioni che riguarderanno il misterioso passato della famiglia Talbot.
Dopo una travagliatissima post-produzione ed una serie di rinvii, dovuti pare a qualche incertezza da parte della Universal riguardo i contenuti del film, ecco approdare nelle nostre sale il remake del classico The Wolfman/L’uomo lupo datato 1941, una delle icone degli amatissimi Monster-movies Universal che hanno figliato una memorabile serie di fascinose creature da B-movie, dai classici Dracula e Frankenstein, passando per la rediviva Mummia, sino a La Creatura della laguna nera.
Il regista Joe Johnston già avvezzo agli effetti speciali, suoi il terzo capitolo di Jurassic Park e Jumanji, prende in mano l’operazione dopo la defezione di Mark Romanek, e fa davvero un gran lavoro, nonostante la palese difficoltà di aggiornare un’icona di questa portata e soprattutto di quest’età, specialmente alla luce dei vari aggiornamenti della figura del licantropo ad opera di John Landis e colleghi.
Quello che più colpisce, oltre ad un cast che da al film una solidità impressionante, i carismatici Benicio Del Toro ed Anthony Hopkins affiancati da una
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