Transporter 3, recensione
lunedì 15 marzo 2010, ore 11:01

Frank Martin (Jason Statham) ex-militare ed esperto pilota di vetture decide di rifiutare un trasporto speciale da un cliente che Martin reputa non affidabile, così consiglia al mancato datore di lavoro di rivolgersi altrove.
Il professionista che prenderà il posto di Martin si rivelerà non all’altezza del compito, ferito e braccato dalle autorità si rifugerà proprio in casa di Martin dove chiederà il suo aiuto, ma l’uomo morirà e Martin scoprirà che il pacco da conseganre è Valentina (Natalya Rudakova) una giovane e misteriosa ragazza.
Il criminale che ha commissionato il lavoro ritiene Martin responsabile della fallita consegna costringe quest’ultimo ad accettare di portare a destinazione Valentina, in cambio martin non verrà freddato all’istante insieme alla ragazza.
Accettato suo malgrado il lavoro, Martin sarà costretto ad indossare un braccialetto esplosivo, così a bordo della sua inseparabile Audi riceverà le coordinate della destinazione finale, e avrà il tempo del tragitto per scoprire chi è la misteriosa valentina, liberarsi del bracciale, e torvare una soluzione per uscire dal mare di guai in cui si è cacciato.
Luc Besson prosegue al sua prolifica fase produttiva con una delle due serie che il regista francese è riuscito ad imporre sul mercato americano, la prima è Taxxi, la seconda è appunto al serie Transporter che dopo un ottimo primo capitolo diretto a quattro mani dal Louis Terrier di Danny the Dog e dall’attore e regista cinese Corey Yuen (DOA-Dead or Alive), ed una fracassona trasferta hollywoodiana per un sequel, Transporter Extreme diretto in solitaria dal solo Terrier, ecco un discreto terzo capitolo ad opera del francese Olivier Megaton.
Il rgista Megaton proveniente come molti talenti della scuderia Besson dal mondo della pubblicità e dei videoclip musicali, riporta il film in un contesto europeo e non solo come location , ma anche come intenti, si abbandonano gli eccessi e il fumettoso formto Crank del secondo capitolo americano e si punta su uno script decisamente più consono, con intriganti coreografie marziali e l’immancabile sequela di inseguimenti in stile
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